Primo Seminario con Hanshi Patrick McCarthy in Italia

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Primo Seminario con Hanshi Patrick McCarthy in Italia

Si è tenuto a Genzano di Roma, sabato 22 e domenica 23 maggio 2010, il primo seminario italiano condotto dal Maestro Patrick McCarthy (8° Dan – Hanshi).

Sul tatami oltre novanta praticanti di alto livello provenienti da undici regioni italiane, dagli Stati Uniti, dal Belgio, dall’Inghilterra e dall’Ungheria con un’organizzazione a dir poco perfetta curata nei minimi dettagli dal M° Paolo Gasbarri.

Hanshi Patrick McCarthy è un’enciclopedia vivente.

Canadese di nascita, il M° Patrick McCarthy ha passato gli anni della sua giovinezza in Canada e negli Stati Uniti dove ha praticato Kung Fu e Karate. Si è poi trasferito in Giappone, dove ha vissuto per oltre dieci anni. Ha viaggiato e praticato le arti da cui il Karate ha avuto origine sia in Cina che nel sud est asiatico e da anni risiede a Brisbane, in Australia, dove si è trasferito dopo essere stato invitato dalla Federazione Australiana come formatore di tutti gli insegnanti di arti marziali. Il suo corso di formazione è stato inserito in ambito universitario.

È un maestro di fama internazionale con oltre 45 anni di pratica a livello professionale.
Ha avuto il privilegio di studiare direttamente con i più grandi maestri dell’arte di Okinawa, di altre arti marziali giapponesi e di molti stili cinesi. Oltre al Karate di cui è un’indubbia autorità, è un esperto di Kung fu cinese, Judo, Jujistu, kobudo di Okinawa e nell’arte della spada giapponese (è stato allievo diretto di Yoshio Sugino nel Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu).
In passato è stato un atleta di altissimo livello con centinaia di competizioni vinte nel karate, nel kobudo e negli sport da combattimento a pieno contatto.

È inoltre uno storico e ricercatore conosciuto in tutto il mondo per la sua competenza e per le sue opere. A lui si devono infatti importanti traduzioni di libri mai pubblicati prima in lingue occidentali, primo fra tutti il Bubishi, considerato la bibbia del Karate in quanto testo che ha ispirato i più grandi maestri dell’Arte.

Basta uno sguardo alle sue foto con i maestri di cui è stato allievo e/o amico, ai diplomi e ai riconoscimenti pubblicati sul sito www.koryu-uchinadi.com per restare letteralmente a bocca aperta.

Ma veniamo al Seminario di Genzano.

Il Maestro ha letteralmente incantato i partecipanti parlando delle origini storiche del karate classico e delle motivazioni storiche alla base della trasformazione subita dall’arte agli inizi del secolo scorso.

Hanshi Patrick McCarthy ha una capacità comunicativa fuori dal comune, il suo passato da docente con formazione in antropologia è evidente; la sua esposizione è estremamente precisa e dettagliata, alterna informazioni storiche, nozioni, principi e concetti con aneddoti e racconti di vita vissuta, con battute scherzose e dimostrazioni, catalizzando l’attenzione dei presenti per ore.

L’atmosfera è estremamente rilassata, il maestro stimola sempre i presenti a fare domande e risponde sempre con una precisione e una competenza impressionante.

Anche la parte tecnica è stata illuminante … è vero io sono di parte, adoro il lavoro del Maestro e la sua competenza tecnica, ma tutti i presenti sono rimasti impressionati.

La premessa contestuale su cui si basa il Koryu Uchinadi – la sua moderna sistematizzazione didattica del Karate classico – è rappresentata dagli atti abituali di violenza fisica, tutte le tecniche di attacco non sono schematiche ma rappresentano la ricostruzione reale di quegli atti di violenza fisica che più frequentemente si verificano in situazioni di aggressione reale.

L’esecuzione di sequenze a distanza ravvicinata presentate dal maestro, effettivamente applicabili a situazioni reali di autodifesa, si sono rivelate poi essere l’applicazione dei movimenti dei kata.

Non il classico bunkai basato su attacchi schematici e formali, inapplicabile in situazioni reali e piuttosto ambiguo che siamo abituati a vedere nelle competizioni e nelle dimostrazioni, ma applicazioni realistiche contro tecniche di attacco non convenzionali e brutali, capaci di riportare alla luce la vera finalità che l’arte di Okinawa aveva alle origini: l’autodifesa.

Abbiamo salutato il Maestro con la certezza che questo primo seminario italiano non sarà certo l’unico e che potremo rivederlo presto e, ci auguriamo, con continuità nel nostro Paese.

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